miele di ARANCIO ape nera sicula

miele di ARANCIO ape nera sicula

8,00

PREZZO PRODOTTO BARATTOLO 400g

TEMPI DI CONSEGNA: 5 GIORNI LAVORATIVI

Esaurito

Descrizione

LA STORIA

Non è vero che tutte le api sono gialle e nere. La livrea che normalmente associamo all’ape è in realtà tipica della ape ligustica, l’ape più diffusa in Italia, tanto da essere definita anche ape italiana. Esistono api scure, grigie o anche nerissime, proprio in Italia, simili morfologicamente alle api nere africane (dalle quali differiscono però per la minore aggressività): le quali nel dna hanno un miotipo genetico africano. L’ape nera sicula (Apis mellifera siciliana) ha l’adome scurissimo e una peluria giallastra e le ali sono più piccole. Ha popolato per millenni la Sicilia e poi è stata abbandonata negli anni ’70 quando gli apicoltori siciliani sostituirono i bugni di legno di ferula (le casse a forma di parallelepipedo usate come arnie) e iniziarono a importare api ligustiche dal nord Italia. L’ape sicula rischiò in quegli anni la totale estinzione, evitata grazie agli studi e alle ricerche di un entomologo siciliano, Pietro Genduso, che la studiò per anni dopo la classificazione avvenuta ad opera di Montagano nel 1911. Genduso trasmise questa passione a uno studente, Carlo Amodeo, tuttora l’unico l’allevatore di api regine siciliane pure iscritto al registro nazionale. Gli ultimi bugni di api nere sicule furono ritrovati in un baglio di Carini dove un vecchio massaro apicoltore produceva miele con quel sistema antico. I bugni contenevano alcune famiglie di api che Carlo Amodeo, dopo aver deciso di praticare l’apicoltura professionale, conservò in isolamento sulle isole di Vulcano e Filicudi. E’ molto docile, tanto che non servono maschere nelle operazioni di smielatura, è molto produttiva – anche a temperature elevate, oltre i 40° quando le altre api si bloccano – e sopporta bene gli sbalzi di temperatura. Caratteristiche molto importanti per la produzioni in aree dal clima molto caldo. La nera sicula inoltre sviluppa precocemente la covata, tra dicembre e gennaio, evitando quindi il blocco della covata invernale comune alle altre specie, e consuma meno miele delle altre api. Il miele di ape nera sicula non è invece diverso, dal punto di vista organolettico, da quello prodotto con le api di altre razze.

STAGIONALITA’

Il miele é disponibile tutto l’anno.

PRESIDIO PROGETTO

Il Presidio è stato avviato con Carlo Amodeo nel 2008 per sollecitare l’attenzione su e lanciare un allarme circa il rischio di estinzione di questa razza autoctona. Negli anni successivi altri apicoltori si sono interessati a questa razza e oggi il Presidio è composto da otto allevatori che hanno recuperato le regine da Carlo Amodeo. Un grande successo è stato, nel gennaio 2012, l’avvio del “Progetto di reintroduzione e di conservazione della sottospecie a rischio di estinzione Apis mellifera sicialiana” finanziato dalla Regione Sicilia e seguito dal CRA-API di Bologna (il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, Unità di ricerca di Apicoltura) in collaborazione con l’Università di Catania e di Palermo, l’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, la Soat di Collesano, Apicoltura Amodeo e Slow Food. Il progetto prevede la ricerca di nuove linee genetiche, indispensabili per combattere il problema più grave di questa razza (la consanguineità), l’istituzione di stazioni di fecondazione in luoghi isolati sull’isola, poiché i costi per la conservazione sulle isole minori sono troppo elevati e scoraggiano gli apicoltori, la valutazione delle prestazioni della nera sicula a paragone con la ligustica. Gli apicoltori che la allevano hanno infatti riscontrato la quasi totale mancanza di morie in Sicilia, la maggiore resistenza alle temperature elevate e alle malattie. Qualità legate al fatto che l’ape nera sicula si è acclimatata nei secoli su un territorio caldo e difficile, approfittando delle resistenze garantite dalla sua origine africana: i dati che emergeranno dal progetto potranno stabilire se questa razza autoctona può essere competitiva con la ligustica. L’area di reintroduzione sarà l’areale nord occidentale della Sicilia (le province di Palermo, Trapani e Agrigento) dove la presenza di apicoltori professionisti che praticano nomadismo – possibile rischio di contaminazioni con la razza ligustica – è minore. La speranza è che al termine del progetto, tra tre anni, gli apicoltori che l’avranno adottata siano molti di più degli attuali, e il rischio di estinzione scongiurato.

AREA DI PRODUZIONE

l’area nord-occidentale della Sicilia (province di Palermo, Trapani e Agrigento).

Presidio sostenuto da
Regione Siciliana Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste

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